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mercoledì 29 luglio 2026

Ci sono porte che non si riaprono

Sono passati quattro mesi. Il tempo è sufficiente per capire una cosa: quando una storia finisce, finisce davvero. 

Non si può scegliere di vivere altrove, costruire un'altra vita, fare le proprie scelte e poi pensare che basti osservare da lontano, leggere ogni mia parola, comparire ogni tanto, per far parte della mia realtà. Alcune persone non sanno definire in modo razionale ciò che provano per me, perché hanno voltato le spalle al cuore più puro, si sono vendute agli egoismi e alle convenienze.

Se qualcuno mi ha voluto bene, lo apprezzo, così come ho apprezzato (con una certa amarezza perché eri speciale a modo tuo) quando eri presente, riservatamente, CON LA TUA BIMBA quando ho affrontato la prova che mi ha fatto diventare di ruolo.

Ma il bene, quando non si traduce in scelte coerenti, per me vale zero.

Ognuno Lucilla è libero di seguire la strada che ritiene migliore, anche se guidata dalla convenienza, dalla sicurezza, dal sesso facile o da una combinazione di tutto ciò. Io non giudico queste scelte: semplicemente non ne faccio più parte. Io, invece, ho scelto un'altra direzione. Ho imparato che il rispetto per sé stessi significa anche chiudere una porta senza lasciarla socchiusa. 

Con me quella porta è chiusa. Senza rabbia, senza rancore, ma con la serenità (ti faccio in questo momento gli auguri di compleanno) di chi sa che alcune pagine, una volta voltate, non si rileggono. Non potrei nemmeno lo volessi. 

In questo 2026 ho avuto due ferite: una immensa perché la persona che avevo amato incondizionatamente non esisteva più, una eterna perché te eri nel mio destino, sono certo fossi la mia Anima Gemella. 

VALENTINA.


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