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giovedì 25 giugno 2026


Ci sono cose che oggi vedo con maggior chiarezza.

Sono una persona ragionevole e avrei dovuto capire subito (dopo poche settimane ad essere sincero) che fermarsi è importante quanto il coraggio di lottare.
Non ricevevo chiamate, non mi sentivo amato come gli anni precedenti, perciò non mi sentivo ascoltato.

È bello ascoltarsi, ascoltare perché ci si sente desiderati, ascoltati, complici.
È questo che oggi desidero in un rapporto.

I messaggi interpretati come stratagemmi per disturbare una serata con altre persone o ascoltati sempre a 2x. Quando inizi a dover spiegare continuamente le tue intenzioni, attraverso fiumi di parole, a snaturarti quindi, a giustificare ciò che dici e a sentirti frainteso anche nelle cose più semplici, l'ascolto non trova spazio e devi fermarti.
Non avevo una visione lucida. 
Fermarsi è anche una questione di dignità.
Avevo investito nei sentimenti senza garanzie, respirando fiducia per ciò che sentivo a pelle.

Non lo scrivo con rabbia e nemmeno come rimprovero.
Lo scrivo perché certe consapevolezze arrivano tardi, ma arrivano.
E oggi sono in pace con tutti, nessuno escluso, con me prima di tutto e con questa consapevolezza.

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Peggio di me 😝

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