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mercoledì 24 marzo 2021

UCAI: l'associazione di africani che potrebbe cambiare concretamente la questione migratoria.

 
Ponendo fine alle dinamiche predatorie ed al business della cosiddetta immigrazione clandestina.


Una associazione UCAI, Unione delle Comunità Africane in Italia, con il suo Presidente il Dott. Otto Bitjoka e due parole d’ordine: responsabilità e visione.

Questa associazione non solo opera su tutto il territorio nazionale, interfacciandosi con le Istituzioni, organizzando convegni, informando e ricercando, ma a Milano, dove è presente la sede, assiste materialmente gli indigenti che vi si rivolgono, sostituendosi concretamente a mancanze strutturali mediante un welfare parallelo, fornendo prodotti alimentari e contatti: un punto di riferimento costante ed a 360° quindi.

Da anni Otto Bitjoka, anche con un certo coraggio e con immensa competenza, denuncia di come la questione migratoria sia affrontata allo scopo proprio di svuotarla di contenuti, deformando, semplificando e direi perfino ridicolizzando la materia, portando strategicamente gli africani a deresponsabilizzarsi mettendosi nelle mani (in ginocchio) dei “professionisti dell'antirazzismo” (cit. Otto Bitjoka stesso) e del business delle ONG. Sul versante opposto, sempre strumentalmente, coloro che propongono soluzioni miopi e semplicistiche, vanno altrettanto a nozze. 


UCAI, nel suo distribuire conoscenza, chiede che la materia migratoria ottenga la corretta narrazione grazie all’imporsi di un nuovo paradigma, una narrazione dove l'immigrato non debba essere una comparsa, il luogo comune dello straccione da accogliere, ma un attore che faccia da tramite tra territorio ed Istituzioni con valori e capacità.

Si pensi a quanto risulti assurdo che ogni questione tra il nostro paese e l'Africa sia costantemente in mano a organizzazioni italiane o cattoliche, composte da italiani e non da africani. Chi può credere che sia anche minimamente “performante” una tale impostazione? UCAI, assorbe esperienza dai territori e la irradia interfacciandosi con le istituzioni ponendosi come notevole avanguardia: un civismo pragmatico e non ideologico dove sono gli immigrati in prima persona ad interloquire con i decisori ribaltando il paradigma. 

Persone quindi, non corpi senza volto che attraversano il paese privati di ogni identità e dignità, vettori di una “evangelizzazione” civica, cittadini che colgono l'importanza di un attivarsi contro le dinamiche predatorie intranazionali ed internazionali (in ogni anfratto del mondo), soprattutto di quelle che si nascondono dietro il pietismo ed i sorrisi arcobalenici.

Ma quali tappe contiene questa visione? Possiamo conoscere alcuni targets di UCAI?

Ad esempio il ricostruire le dinamiche predatorie francesi (ma non solo, visto ciò che combinano nel Continente nero le multinazionali occidentali e le potenze emergenti come la Cina) mediante la pubblicazione degli accordi di decolonizzazione in Africa Occidentale, che non sono altro che contratti neocoloniali ed il superamento del Franco CFA imposto dalla Francia da decenni (questione monetaria imperialista nascosta dietro la cipria di Macron e dai falsi filantropi).

Porre fine alla Troika ed alla globalizzazione nel Continente nero rivelerebbe immediatamente una esigenza degli africani ai piu’ sconosciuta: non chiedere e/o ottenere elemosine, ma farli i soldi! Avere un tessuto economico non soffocato da artifici finanziari e così potersene stare a casa propria a fare impresa.

L’Italia intanto, continua paradossalmente a ragionare da Nazione continentale senza capire di avere una vocazione marittima, quindi non portata alla belligeranza ma alla partnership: come non notare che in un futuro molto prossimo sarà l’Africa il principale sbocco delle merci occidentali e che noi italiani siamo geograficamente avvantaggiati? Enormemente avvantaggiati (ecco perché la Cina ci compra i porti)E’ forse per questo che qualcuno oltr’Alpe (con i suoi illustri camerieri nello Stivale) ci tiene allacciati alla locomotiva arrugginita di Aquisgrana (di Francia e Germania)? Quella dei figli e dei figliastri parte integrante della Troika (FMI, UE, BCE) quella che da anni violenta il suolo africano.

L’Italia potrebbe incamminarsi sin da domani in un percorso che la porterebbe ad essere subpotenza locale, mediterranea, svincolata da eccessive dipendenze continentali ed oltreoceaniche.

Ecco cosa significano gli esempi come UCAI per noi italiani: conoscere, approfondire o forse semplicemente “vedere”.

www.marco-giannini.it


giovedì 4 marzo 2021

Basta col chiamarlo DISTANZIAMENTO SOCIALE! Lo si chiami DISTANZA FISICA!

E i virus producono decine e decine di varianti al giorno perché ciò è la normalità.

A prescindere dalle opinioni riguardanti la scelta di spalmare l'immunità di gregge su più anni (...), attraverso le chiusure, nessuno dice ai cittadini che i virus mutano costantemente dal momento in cui "appaiono"; terrorizzare quindi le persone con le cosiddette varianti inglesi, brasiliane, nigeriane ecc è una assurdità che fa leva appositamente sulla ignoranza, alla luce del fatto che non sono temi semplici e che i vaccini si basano sulla proteina Spike: finché non varia quella le varianti saranno "sconfitte" dalla campagna vaccinale (appunto).









Un altro sconcertante esempio di manipolazione è la definizione di distanziamento sociale: l'essere umano non vuole essere "distanziato", sterilizzato socialmente! Ha un estremo, naturale bisogno di stare in compagnia, vuole fare amicizia, figli, sesso, vivere.
Può essere condivisibile il termine di distanza fisica (a prescindere che si condivida o meno la scelta di attuarla) ma non si chiami in causa la fine della socialità insita in Homo sapiens.
Può piacere alle elites progressiste globali ma non al sottoscritto.

www.marco-giannini.it


Trieste: il nazismo da anni tanto caro a Draghi ha vinto.

E qualcuno crede ancora che il Green Pass sia un discorso sanitario... Stanno solo testando fino a che punto siamo addormentati democraticam...